Martina Mengoni – Arunde e Arunta. Storia di un mito etnografico da Frazer a Primo Levi
L’articolo ricostruisce la genealogia etnografica e antropologica degli Arunde, la popolazione immaginaria di Verso occidente di Primo Levi, mettendola in relazione con gli Arunta/Aranda australiani al centro delle riflessioni di Frazer, Freud, Lévi-Strauss e De Martino. Attraverso l’analisi delle fonti etnologiche, psicoanalitiche e antropologiche, il saggio mostra come Levi rovesci il paradigma evoluzionista e il mito del totemismo, trasformando una presunta società “primitiva” in una contro-società capace di mettere in crisi le categorie interpretative degli osservatori occidentali. L’indagine collega inoltre la vicenda degli Arunde a quella dei lemming e alle fonti scientifiche sul suicidio collettivo animale, evidenziando come il racconto intrecci riflessione etica, immaginazione biologica e critica dell’osservazione etnografica. Ne emerge un conflitto tra concezioni opposte della libertà, del dolore e dell’intervento tecnico sulla natura.
This article reconstructs the ethnographic and anthropological genealogy of the Arunde, the fictional people portrayed in Primo Levi’s Verso occidente, linking them to the Australian Arunta/Aranda discussed by Frazer, Freud, Lévi-Strauss, and De Martino. Drawing on ethnological, psychoanalytic, and anthropological sources, it argues that Levi overturns both evolutionary paradigms and the myth of totemism, transforming a supposedly “primitive” society into a counter-society that challenges Western interpretive categories. The essay also connects the Arunde to the lemmings featured in the story and to contemporary scientific explanations of collective animal suicide, showing how Levi combines ethical reflection, biological imagination, and a critique of ethnographic observation. The result is a narrative structured around a conflict between opposing conceptions of freedom, suffering, and technological intervention in nature.

