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rivista semestrale

anno XXXVII - terza serie

numero 91

gennaio/giugno 2025

Carolina Rossi – Pascale Casanova, La Repubblica mondiale delle lettere

[ a cura di C. Benaglia, nottetempo, Milano 2023 ]

Pubblicato per la prima volta nel 1999, La République mondiale des Lettres di Pascale Casanova è stato un libro in grado di rifondare un intero ambito di studi in cui, come scrive Franco Moretti nella sua postfazione alla recente edizione italiana, «quello di “letteratura mondiale”» era diventato «un concetto da museo, scomparso dal dibattito critico». Se oggi ha così tanta visibilità, prosegue Moretti, il merito è di questo libro tradotto per la prima volta in Italia solo nel 2023, in notevole ritardo rispetto alla rapida diffusione che ha conosciuto in altre lingue. È evidente dunque come questa edizione rappresenti anche un pretesto per interrogarsi sullo stato di salute degli studi che, nel contesto italiano, guardano alla storia della letteratura in una prospettiva transnazionale.

Nelle pagine introduttive, Cecilia Benaglia, curatrice e traduttrice dell’opera, riassume e discute con efficacia il dibattito internazionale innescato da questo lungo saggio. Un dibattito fecondo per molti aspetti, scaturito dal fatto che Casanova, oltre a proporre una casistica dettagliata delle strategie che gli autori considerati periferici hanno adottato per acquisire riconoscimento e prestigio, sviluppa una precisa proposta di metodo: considerare, cioè, lo studio della letteratura su una scala globale. I presupposti teorici dell’opera invalidano due luoghi comuni ancora oggi molto diffusi negli approcci storico-letterari più tradizionali: da un lato, il “nazionalismo metodologico” o la prassi per cui lo studio della letteratura è generalmente circoscritto a contesti nazionali; dall’altro, una visione monolitica di opere e autori come entità fisse e autonome, prive di rapporti con il contesto socio-politico, gli interessi di classe, le logiche del mercato, i meccanismi di costruzione e di consolidamento delle identità nazionali e le gerarchie linguistiche.

L’impostazione della ricerca in termini relazionali si presenta come un riuso originale, da parte di Casanova, degli strumenti bourdieusiani, qui applicati a una vasta rete di opere e su una scala estesa dal punto di vista geografico e temporale. L’analisi passa in rassegna le esperienze artistiche di numerosi scrittori (l’uso del maschile sovraesteso è giustificato dalla selezione operata dall’autrice: tra questi, Larbaud, Ibsen, Beckett, Michaux, Ramuz, Kafka, Joyce, Naipaul, Cioran) e alterna in maniera convincente visione d’insieme e analisi del particolare. Lo scenario globale descritto è quello, noto a chiunque abbia familiarità con la teoria dei campi, di un ambiente letterario fortemente gerarchizzato, perennemente conteso e attraversato da conflitti in cui si destreggiano i vari attori alla ricerca di visibilità. L’intuizione di Casanova consiste nel rompere con la neutralità attraverso cui vengono percepite le posizioni dominanti in questo ambiente: assumendo il punto di vista degli antagonisti, degli “eretici” marginali e descrivendo i meccanismi grazie a cui alcune forme di letteratura e alcune lingue, soprattutto nel Ventesimo secolo, sono state ritenute più legittime di altre, l’autrice esplicita e quindi rende criticabili le diseguaglianze alla base del sistema letterario e l’etnocentrismo che lo contraddistingue.

L’obiettivo di Casanova è quello di fornire un apparato concettuale valido per tutte le letterature, uno strumento di analisi dinamico, fondato su un ambizioso tentativo di sintesi che, in quanto tale, richiede oggi di essere storicizzato e contestualizzato. Il modello proposto soffre forse di un’eccessiva schematicità derivata dalla pretesa di oggettivare la storia della letteratura in una logica binaria costruita su rigide alternative: centro e periferia, dominanti e dominati. Questo e altri limiti della Repubblica mondiale delle lettere, come la sua prospettiva francocentrica, sono da rilevare e discutere senza per questo sminuire la portata di questa pubblicazione, che ha segnato e segna oggi in Italia una tappa importante per gli studi letterari e che può certamente ispirare nuovi approcci e ricerche.