[ a cura di E. Porciani e F. Sielo, Mucchi Editore, Modena 2024 ]
Attraversare il margine. Su smarginature e marginalità del presente, miscellanea a cura di Elena Porciani e Francesco Sielo, propone una ricognizione transdisciplinare del margine inteso sia come tema che come pattern dell’ecosistema culturale del presente.
Il volume si compone di undici capitoli. Dopo un’introduzione metodologica di Elena Porciani, il contributo di Giovanni Morrone, dedicato a Michel Foucault, fornisce una preziosa bussola filosofica per la storia del margine nel pensiero europeo contemporaneo. Il successivo saggio di Simona Micali mostra come la fantascienza, da H.G. Wells a Margaret Atwood, sia particolarmente adatta a esplorare la destabilizzazione dei confini identitari, con specifica attenzione al discrimine tra ciò che è umano (norma) e ciò che è animale (margine), mentre Daniela Carmosino rilegge la figura del vampiro come corpo liminare e sacro, capace di mettere in crisi la razionalità occidentale tanto nei contesti letterari high-brow quanto nei prodotti seriali della cultura popolare.
I contributi di Beatrice Seligardi e Lucia Di Girolamo si muovono invece nella direzione di un’analisi transmediale: da un lato, la proposta di una prassi critica di attraversamento «in-disciplinato dei testi, […] muovendo verso ciò che palpita nel fuoricampo, nella lacuna, nel non detto» (Seligardi, p. 92); dall’altro, il Fashion Film come dispositivo visivo di rinegoziazione dei modelli di genere. Elena Porciani, con uno sguardo femminista, mette a confronto la posizione marginale del femminile in Virginia Woolf e bell hooks per proporre una lettura “oltrecanonica” della letteratura femminile italiana, nel solco di un dibattito inaugurato da Adriana Chemello nel saggio Quale canone per quale storia letteraria? (2015). Una simile tensione tra margine e canone letterario emerge anche nel saggio di Johnny L. Bertolio, che legge tre esordi degli ultimi anni – Dolore minimo di Giovanna Cristina Vivinetto (2018), Uvaspina di Monica Acito (2023) e Polveri sottili di Gianluca Nativo (2023) – in prospettiva queer. Ramona Onnis e Giovanni Mauro riportano l’attenzione sulla realtà materiale dei margini, rispettivamente in Sardegna e in Campania, mostrando come lo spazio geografico, lungi dall’essere neutro, riproduca dinamiche di esclusione, conflitto e resistenza. In chiusura, Francesco Sielo presenta i progetti Campania Landtelling ed E.C.O. (Environmental Campania Observatory), entrambi promossi dal DiLBeC dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, che hanno indagato in chiave ecocritica le rappresentazioni testuali e audiovisive del territorio campano e nel cui ambito ha visto la luce la pubblicazione di questa raccolta.
Si intuisce che il volume si distingue per l’utilizzo della nozione di “margine” nel suo senso più ampio, mostrandone l’efficacia critica e la forza generativa. Nei diversi contributi che lo compongono emergono figure tradizionalmente marginali e questioni molto attuali, che interrogano la dialettica tra norma e devianza, la relazione dell’umano con il suo oltre, la marginalità e le sue rappresentazioni, la decostruzione del mainstream culturale. Attraversare il margine riesce nel suo intento proprio perché si sottrae alla tentazione di circoscrivere il margine entro una definizione univoca e totalizzante e si muove nelle tensioni e nelle ambizioni che la nozione stessa di marginalità implica, facendone il luogo di un vero e proprio attraversamento critico: più che definirlo, il volume performa il margine, restituendolo nella sua produttiva instabilità.