Autosociobiografia del desiderio: il prisma della honte da Rousseau a Ernaux
Il saggio analizza la centralità della vergogna nella scrittura autobiografica, mettendo in relazione le Confessions di Rousseau e l’opera di Annie Ernaux. Dopo aver mostrato come in Rousseau la honte funzioni sia come motore narrativo sia come dispositivo di verità, è evidenziato il suo ruolo nella definizione identitaria di transfuge de classe attraverso l’episodio «Le dîner de Turin». La seconda parte esamina la rappresentazione della vergogna in Ernaux, per la quale è segno di riassegnazione sociale e di genere, attraverso esempi tratti da La femme gelée, La Honte, Mémoire de fille e Le jeune homme. L’autrice del saggio si propone di mostrare come, in entrambi gli autori, il racconto dell’indicibile consenta di rendere visibili i meccanismi della dominazione e convertire la vergogna in strumento di consapevolezza ed emancipazione.
The article examines the role of shame in autobiographical writing by comparing Rousseau’s Confessions with Annie Ernaux’s work. It first shows how, for Rousseau, honte acts both as a narrative engine and a principle of truth, crucial to shaping a transfuge de classe identity, as illustrated by the episode of «Le dîner de Turin». The second part explores Ernaux’s reconfiguration of shame as a marker of social and gendered subordination, analysed through La femme gelée, La Honte, Mémoire de fille, and Le jeune homme. The author of the article aims to show that, for both writers, the articulation of the unspeakable reveals structures of domination and transforms shame into a means of awareness and emancipation.

