Maria Chiara Litterio – Il mistero e l’abbandono di Dolores Prato: Giù la piazza non c’è nessuno come dramma dell’origine
A lungo trascurato dalla critica e in parte ostacolato da una difficile vicenda editoriale, Giù la piazza non c’è nessuno di Dolores Prato è una delle opere più interessanti di fine Novecento. Attraverso l’analisi testuale, l’articolo interpreta il libro come un “dramma” dell’origine, che si esprime secondo un preciso paradigma semantico e nei temi fondamentali del mistero e dell’abbandono: essi rappresentano le lacune primarie, una conoscitiva e una emotiva, che condannano all’incompiutezza l’intera esistenza di Dolores Prato. La lacuna è inoltre alla base della poetica di Giù la piazza, un récit d’enfance sui generis che combina la registrazione scrupolosa dei ricordi con la loro trasfigurazione immaginativa, personale e romanzesca: attraverso la rielaborazione soggettiva degli eventi, la narratrice tenta di colmare i vuoti e i cedimenti della memoria.
Long neglected by critics and partly hindered by a troubled editorial history, Giù la piazza non c’è nessuno by Dolores Prato is one of the most significant works of the late twentieth century. Through close textual analysis, this article interprets the book as a “drama” of origins, articulated through a specific semantic paradigm and centred on the fundamental themes of mystery and abandonment. These themes embody two primary absences, one epistemological and the other emotional, which condemn Dolores Prato’s entire existence to a state of incompleteness. Absence also lies at the core of the poetics of Giù la piazza, a sui generis récit d’enfance that combines the meticulous recording of memories with their imaginative, personal, and novelistic transfiguration. Through the subjective reworking of past events, the narrator attempts to bridge the gaps and fractures of memory.

