La poesia della diversità: corpo, spirito e resistenza nel canone poetico contemporaneo
La poesia del XX e XXI secolo ha progressivamente spostato il proprio asse verso i territori della marginalità, facendo della diversità – fisica, mentale, sociale, culturale – non più oggetto di rappresentazione, ma soggetto stesso dell’enunciazione poetica. Questo studio analizza le modalità attraverso cui la poesia contemporanea internazionale ha elaborato un’estetica della marginalità identitaria, trasformando l’esperienza dell’alterità in territorio di innovazione espressiva e resistenza culturale. Attraverso l’esame di un corpus che spazia dalla tradizione italiana (Pasolini, Merini, Guidacci, Cavalli) a quella internazionale (Artaud, Szymborska, Lorde, Farrokhzad), includendo voci contemporanee della disability poetry americana come Laurie Clements Lambeth, l’analisi si concentra su tre dimensioni fondamentali: la rappresentazione del corpo non-normativo come strumento di sovversione estetica e politica; l’elaborazione di forme alternative di spiritualità che trasformano l’alterazione mentale in privilegio percettivo; lo sviluppo di temporalità alternative che oppongono alla velocità del mondo contemporaneo forme inedite di resistenza temporale. La poesia della diversità si configura così come movimento estetico che ridefinisce radicalmente i rapporti tra soggetto, linguaggio e realtà, facendo della vulnerabilità consapevole strumento di conoscenza e della marginalità territorio di rivelazione.
Twentieth and twenty-first century poetry has progressively shifted its axis toward the territories of marginality, transforming diversity – physical, mental, social, cultural – from an object of representation into the very subject of poetic enunciation. This study analyzes the ways in which contemporary international poetry has developed an aesthetics of identity marginality, transforming the experience of alterity into a territory of expressive innovation and cultural resistance. Through examination of a corpus ranging from the Italian tradition (Pasolini, Merini, Guidacci, Cavalli) to the international one (Artaud, Szymborska, Lorde, Farrokhzad), including contemporary voices from American disability poetry such as Laurie Clements Lambeth, the analysis focuses on three fundamental dimensions: the representation of the non-normative body as an instrument of aesthetic and political subversion; the elaboration of alternative forms of spirituality that transform mental alteration into perceptual privilege; the development of alternative temporalities that oppose the speed of the contemporary world with unprecedented forms of temporal resistance. The poetry of diversity thus configures itself as an aesthetic movement that radically redefines the relationships between subject, language, and reality, making conscious vulnerability an instrument of knowledge and marginality a territory of revelation.

