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rivista semestrale

anno XXXVII - terza serie

numero 92

luglio/dicembre 2025

Riccardo Dileno – Ilaria Muoio, La novella dal 1890 al 1929: tipologie, apparati editoriali, modelli di lettura

[ Firenze University Press-USiena Press, Firenze-Siena 2025 ]

Il volume di Ilaria Muoio si inserisce nel panorama degli studi dedicati alla novella moderna concentrandosi su un arco cronologico che muove dagli ultimi esiti dei narratori veristi fino alla novella modernista e alla successiva degradazione del genere in prodotto di consumo. Quanto alla cronologia (1890-1929), la scelta verte sulla fase di transizione al modernismo e sul suo momento di pieno sviluppo fino al 1929, data con cui viene fatta convenzionalmente iniziare la stagione realistica della narrativa italiana. Negli anni successivi a questa data, l’indicazione rematica di novella designerà un prodotto letterario deteriore, destinato alla pubblicazione su riviste specializzate in novellistica e articoli di intrattenimento non letterari.

Accanto a questa produzione si prepara invece l’ascesa del racconto solariano che egemonizzerà il campo della narrativa breve, proponendosi come genere alto, non compromesso con i circuiti editoriali a larga diffusione: è così sancito sul piano del prestigio letterario il declino irreversibile della novella a favore del racconto.

Uno dei tentativi principali del lavoro di Muoio è restituire dignità teorica al genere della novella, opponendosi alla consuetudine critica di considerarla una forma minore del romanzo. Anche grazie ai numerosi spogli filologici, viene ricostruita una tradizione critica e teorica che individua alcune caratteristiche specifiche del genere, considerato autonomamente e non in rapporto al romanzo. L’attenzione filologica a questi testi, a volte di non facile reperibilità e perciò poco noti, permette anche di fare chiarezza sulle diverse designazioni rematiche – racconto, bozzetto e novella – per come si sono presentate storicamente. Si cerca così di restituire dignità a un genere molto praticato in Italia, ma (apparentemente) poco elaborato sul piano teorico, magari analizzato con categorie importate dal romanzo o da tradizioni teoriche non italiane.

Confrontarsi con la novella nel periodo in questione significa inoltre occuparsi di un genere di larga diffusione con specifiche modalità di pubblicazione: il politesto giornalistico, che ospita la novella accanto ad altri testi anche non letterari. La ricerca di Muoio, che assume come cardine metodologico la predilezione per l’analisi dei rapporti dialettici fra novella e contesto materiale di pubblicazione originario, è in questo senso innovativa, soprattutto se confrontata con l’abitudine a prediligere l’analisi della raccolta di novelle e dei rapporti strutturali di queste all’interno del libro che le contiene.

La parte centrale del volume è dedicata all’individuazione tipologica di alcuni sottogeneri della novella.
Attraverso l’analisi delle strutture narrative e delle costanti tematiche, emerge una panoramica che illumina numerose possibilità espressive del genere: dalla novella in forma di lettera o di diario a quella in soggettiva postuma, per arrivare a sottogeneri più strettamente legati ad una particolare contingenza storica, come la novella dialogata, quella cinematografica e la novellistica della Grande guerra. Merito importante di questa analisi è mostrare il contesto e lo sfondo sui quali il canone si consolida: limitandoci ad un solo esempio, si capisce così che i Quaderni di Serafino Gubbio operatore non costituiscono un caso stravagante di opera che si confronta con il cinema, bensì il risultato qualitativamente più alto di una serie di opere affini che similmente intraprendono il confronto con il cinema. Le forme narrative, individuate attraverso l’armamentario teorico della narratologia, sono così riconsegnate alla loro storicità, viste nel loro sviluppo storico e nel loro canone di riferimento.