Giulio Savelli – L’eclissi della distinzione. Crisi della critica e autonomia di campo
L’articolo sostiene che la cosiddetta “crisi della critica” non coincida con un declino della cultura umanistica, bensì con una crisi di legittimazione. A partire dagli anni Settanta viene meno il principio moderno secondo cui la cultura si auto-giustifica attraverso i propri valori interni; al suo posto si afferma la logica del mercato e della performatività. La “distinzione” culturale, un tempo legata all’autonomia del campo intellettuale, si dissolve in una molteplicità di differenze prive di un centro normativo condiviso. Dalla Repubblica delle Lettere alla contemporaneità, la crisi appare come eclissi del significato sociale dell’autonomia culturale. Tuttavia la distinzione non scompare: sopravvive come esperienza interiore, adesione ai valori del campo e ricerca di una “piccola trascendenza” capace di dare senso all’attività intellettuale anche in condizioni di marginalità e diaspora.
The article argues that the so-called “crisis of criticism” does not stem from a decline of the humanities, but rather from a crisis of legitimacy. Since the 1970s the modern principle according to which culture justifies itself through its own internal values has weakened, giving way to the logic of the market and performativity. Cultural “distinction”, once linked to the autonomy of the intellectual field, has fragmented into a multiplicity of differences lacking a shared normative center. Tracing a path from the Republic of Letters to the present, the article interprets this crisis as an eclipse of the social meaning of cultural autonomy. Yet distinction has not disappeared: it survives as an inner experience, as adherence to the values of a field, and as the search for a “small transcendence” capable of giving meaning to intellectual activity even under conditions of marginality and diaspora.

